De Jurk, la vita è come i saldi. Puoi solo affidarti al caso

Se agosto è il mese più freddo dell’anno, le foglie d’estate possono essere ambasciatrici di una levità dal retrogusto amaro di mandorla. E allora la spensieratezza, come la luna, svela il suo volto nascosto. Perché la vita sarà anche meravigliosa, ma questo non le impedisce di essere anche illogica, assurda e crudamente beffarda. Sulle labbra resta questo sapore dopo aver visto De Jurk (Il vestito), film del 1996 dell’olandese Alex Van Warmerdam.

De Jurk di Alex Van Warmerdam

Come conchiglie lungo un’ideale collana, il regista mette in fila una serie di storie, tenute insieme da un volubile vestito estivo, sul cui fondo blu spiccano vivaci foglie gialle che ricordano le lische di pesce. Chiassoso e inappropriato secondo qualcuno, il vestito emana invece, per molti altri, un profumo irresistibile di vita, libertà, sensi. E, passando di mano in mano, semina dietro di sé una scia in cui si mescolano desiderio e irragionevolezza, intensità e fugacità, fino a diventare indistinguibili. Nasce da qui una risata non liberatoria, ma carica di un’elettricità emotiva sotterranea eppure decisamente palpabile.

De Jurk è un film olandese del 1996

C’è chi indossa il vestito con l’illusione di rivivere lo slancio di un tempo, chi con la speranza di risvegliare sentimenti ormai raffreddati, e chi “semplicemente” per affermare il proprio diritto alla sconsiderata sfacciataggine dell’adolescenza. Purtroppo in nessuno di questi casi il messaggio colpisce nel segno. Puntualmente, lo sguardo maschile fraintende, non ascolta, o semplicemente viene distratto dal ronzio di fondo dei propri pensieri. Così, il vestito assorbe umori e malumori di tutti quelli con cui entra in contatto. Ne è impregnato. A chi toccherà rompere la quiete apparente, sfogando l’energia intrappolata in quelle foglie?

De Jurk (Il vestito) è un film di Alex Van Warmerdam

«Perché siamo venuti al mondo?» chiede Marie, in preda all’angoscia, a Martin. «Perché sì», risponde lui, forse intuendo che è inutile cercare un senso, come se questo fosse il collante capace di dare, miracolosamente, ordine e direzione ai nostri giorni. Non c’è motivo, e il compito di “dirlo” è affidato, non senza una certa comicità, a un motivo che, con i suoi colori brillanti, sembrerebbe invece ostentare ottimismo. Eppure, anche se il cinismo rischia di diventare più resistente di strati di sporcizia, Martin sa che basta un po’ d’acqua per ripulirlo, e tornare a godere l’attimo.

De Jurk  è imbevuto dello humour nero che attraversa i lavori di Alex Van Warmerdam sin dall’inizio della sua carriera. L’ironia è feroce e tagliente, come una rasoiata. La vita è un viaggio che non promette destinazione certa, questo sembra voler “denunciare” il regista, ed è difficile riuscire a controbattere alcunché. C’è solo da prenderne atto, pur senza rinunciare a indossare, almeno una volta, quel vestito. Dopotutto, farsi portare, docilmente, dalle correnti del caso, può garantire il massimo risultato con il minimo sforzo …

De Jurk di Alex Van Warmerdam

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