Gogol’Ostello, l’abbraccio milanese tra culture e ospitalità

Be not inhospitable to strangers, lest they be angels in disguise. “Non essere inospitale con gli sconosciuti, potrebbero essere angeli in incognito”, diceva Shakespeare: un motto valido ancora oggi, mentre sempre più le persone – e con esse le storie e le culture – si spostano … e contaminano. Non è un caso, quindi, che davanti al bancone del bar del Gogol’Ostello si legga proprio questa frase.

Il Gogol’Ostello è a Milano, in via Chieti, e a idearlo è stata Asli Haddas, nata nel 1978 nel capoluogo lombardo, dove si erano conosciuti sua madre (eritrea) e suo padre (italo-etiope).

Il Gogol’Ostello ha aperto questa primavera, e la sua storia è una di quelle che ricordano – e insegnano – che la creatività può andare lontano, se cammina sulle gambe della tenacia. Ma per raccontare questo luogo è necessario fare un passo indietro, e ripercorrere i passi che hanno portato Asli Haddas a dare vita al Gogol’Ostello.

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