Liebster Award 2014

Da che ho memoria di me, sono una cinefila compulsiva. Sin dall’adolescenza divoro i film (apparentemente) più improbabili e/o “fuori moda” spinta probabilmente dalla fame di storie, umanità, emozioni. Mi piace “spiluccare” e girovagare soprattutto nelle filmografie dei Paesi asiatici e del Nord Europa, zone che, prima o poi, spero di poter anche visitare. Tuttavia questa mia curiosità non è supportata da competenze/conoscenze tecniche in materia, per cui sono doppiamente onorata di essere stata menzionata dall’ottimo Qui si parla di cinema nell’ambito dei Liebster Award. Qui di seguito le domande che mi sono state rivolte e le mie risposte.

(Avvertenza: quasi certamente avrò dimenticato di citare film e/o attori ben più rinomati e blasonati di quelli che ho scelto: la ragione sta nel fatto che, avendo coltivato da “autodidatta” la passione per il cinema, ho seguito più il mio istinto e i miei gusti che non il comune sentire)

 

– Qual è, a tuo parere, il film più bello degli ultimi 30 anni? Perchè?

La domanda richiede una conoscenza enciclopedica del cinema, che io non possiedo … comunque, dovendo scegliere, direi This is England di Shane Meadows.  Per spiegare i motivi che me lo rendono particolarmente prezioso, riprendo quanto scrissi in un mio post di qualche tempo fa: «il film, che pure è intriso dell’attaccamento alla propria terra, veicola una severa critica a un Paese che disattende le speranze dei propri figli, facendoli crescere denudati dei loro sogni. Shaun, interpretato dal bravissimo Thomas Turgoose, ha già assaporato il dolore di un lutto e di un’esistenza fatta di ristrettezze, eppure i suoi occhi hanno i lampi di vitalità, tenerezza e spensieratezza propri di chi si sta affacciando alla vita».


– Il regista italiano ed estero più talentuoso di sempre? Perchè?

Non avendo gli strumenti per fornire una risposta così “definitiva”, preferisco nominare due giovani registi italiani, a mio avviso estremamente talentuosi: Matteo Oleotto e Andrea Segre. Ciascuno attraverso il filtro della propria sensibilità e del proprio stile, regalano allo spettatore delle estemporanee del Nord Est incredibilmente palpitanti e sincere.


– L’Attore e l’attrice più sopravvalutati e i più sottovalutati e la motivazione …

Lapidatemi pure, ma ho sempre considerato Sofia Loren dannatamente sopravvalutata. Quello che invece secondo me non ha (ancora) il riconoscimento che merita è Giuseppe Battiston. Trovo pressoché unica la capacità che lui ha di infondere umanità, autenticità e credibilità ai personaggi che interpreta.


– Il tuo attore/attrice preferito? Perchè?

Indiscutibilmente, Anna Magnani. In ogni suo film, perfino in ogni scatto che la ritrae, rivedo l’inconfondibile piglio indomito e appassionato con cui mordeva la vita e l’amore.
– Guardi il cinema italiano? Che cosa ti piace e quali sono i punti deboli?

Come ho scritto sopra, sto seguendo con molto interesse le “giovani leve” del Nord Est; quanto invece ai “punti deboli” ho la sensazione che si sia diffusa a macchia d’olio  una sorta di fabiovolite: per cui sempre più film made in Italy riprendono e/o scimmiottano il buonismo patinato delle fiction tv più viste.


– Qual è stato il film che, nonostante la bocciatura della critica, hai amato?

Signorina Effe di Wilma Labate e Chiamami Aquila di Michael Apted. Del primo ho amato la colonna sonora, e Filippo Timi, del secondo mi ha stregata la storia d’amore assolutamente “non convenzionale” e se vogliamo coraggiosa, dato che il film ha più di 30 anni, e John Belushi, perfetto nel ruolo del bisbetico Ernie Souchak.


– Il film che più aspetti per questo 2014?

La sedia della felicità, del compianto Mazzacurati, che ancora non sono riuscita a vedere.

– Cosa pensi dell’appiattimento dei gusti e della scarsa cultura dei giovani che si approcciano al mondo del cinema in modo sempre più approssimativo e poco informato?

Se mi si passa la metafora culinaria, credo che dovrebbero smetterla con Mac Donald e rivalutare le osterie di una volta !


– Sei d’accordo con le consegne degli Oscar di quest’anno? Qual’è la tua opinione a riguardo del “caso Sorrentino”?

Non ho amato la Grande Bellezza, devo dire la verità. Credo che un ruolo decisivo nell’assegnazione del premio abbiano giocato sia l’indiscusso appeal di cui una città come Roma gode a livello internazionale, che la bravura con cui Toni Servillo “calza” tutti i personaggi che interpreta.


– Ultima domanda. Dopo la vittoria de “La Grande Bellezza”, la dedica a Mastroianni del festival di Cannes, e il recente riconoscimento del Tribeca Film Festival a Valeria Bruni Tedeschi per il film “Il capitale umano”, vedi una possibile ripresa del cinema italiano in campo internazionale?

Si, a patto di far circolare all’estero anche – e soprattutto – i film che narrano piccole storie ambientate in provincia, così da sganciare il nostro Paese dai fastidiosi – e urticanti – stereotipi e macchiette che ne falsano la “visione” all’estero.

 

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