Love Steaks, le conseguenze della debolezza della carne

L’arte, in senso lato, si alimenta di paradossi. La sua esistenza è lì ricordarci che, nonostante l’altissima percentuale di patrimonio genetico che ci accomuna ai cugini primati, aspirare a qualcosa di altro, intangibile, fa parte della nostra natura. D’altra parte libri, canzoni e film attingono a piene mani dal calderone che ribolle all’altezza dello stomaco. In un certo senso, ci ricorda costantemente che, al netto di tutto, siamo pezzi di carne che se ne vanno in giro per il mondo. Love Steaks del tedesco Jacob Lass racconta l’incontro tra due di loro, un apprendista massaggiatore naif e svampito e una vulcanica ma volubile addetta alle cucine. Un rapporto giocoso ma ricco di attrito. Una sorta di tiro alla fune emotivo.

Franz Rogowski e Lana Cooper

Clemens (Franz Rogowski) ce la mette tutta per adeguarsi ai ritmi e ai riti dell’hotel stellato in cui viene assunto. Nonostante, (o forse proprio a causa) della sua incrollabile buona volontà, il percorso si rivela subito disseminato di gaffe involontarie. Responsabile, in parte, una sensualità di cui è del tutto inconsapevole. Maldestro e ingenuo, fa fatica a tenere il passo di Lara (Lana Cooper). Questo però non impedisce la nascita di una stralunata e vivace complicità tra loro.

Love Steaks di Jacob Lass
Sinceramente preoccupato per la ragazza, Clemens vorrebbe aiutarla a incanalare la sua vita in argini solidi. Dal canto suo Lara si diverte moltissimo a seminare scompiglio tra i gesti e pensieri dell’altro, sempre fin troppo composti.
Eppure, al di là delle evidenti differenze, Clemens e Lara sono accomunati da qualcosa. Entrambi sono carne costretta a sfamare un mondo del lavoro e una società bulimiche.

Scanzonato. Dovendo scegliere un aggettivo per definire Love Steaks, opterei per questo. L’intera storia è attraversata da una vena di comicità. Tutto ne è intriso, perfino i momenti potenzialmente più cupi. Il principale portatore ne è Clemens: irresistibili i suoi scivoloni.
Jacob Lass ha impastato il film con tale approccio, mescolandolo con una sana dose di distacco e scegliendo come compagni di viaggio, a parte Franz Rogowski e Lana Cooper, non attori, ma persone che lavorano realmente in hotel. Probabilmente è questo che ha conferito al film genuinità e naturalezza.

Lana Cooper in Love Steaks

Il lavoro del cast si è basato su un’ampia ossatura, su uno schema che fissava alcuni punti ma che poi veniva, di volta in volta, riempito improvvisando.
Love Steaks è il primo lungometraggio di Jacob Lass. Curioso il modo in cui questo lavoro è nato: i professori della scuola di cinema gli avevano “caldamente” consigliato di limitarsi a un cortometraggio. Lui ha accettato … e poi ha fatto di testa sua. Tuttavia in corso d’opera non gli hanno messo i bastoni tra le ruote. Per fortuna, vien da dire.
Il film offre dei passaggi anche visivamente illuminanti. Parallelismi dissacranti e inaspettati gentilmente offerti da un montaggio arguto. Altro momento notevole, quello dell’inseguimento di Lara da parte della polizia “visto” attraverso gli occhi di passeggeri piuttosto particolari.
Love Steaks è un salutare esorcismo. L’ironia è una medicina universale, utile a dare un pizzico di sale alla vita quando rischia di essere troppo tranquilla, ma anche a impedire alla passione di trasformarsi in una spirale impazzita. Indispensabile da portare con sé (il sale), come per Marylin lo Chanel n.5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *