(Not) another happy ending, la commedia romantica che t’aspetti

Per una sorta di contrappasso, gli scrittori in crisi creativa solleticano parecchio la fantasia dei registi (sebbene non sempre i risultati siano poi all’altezza). Merito forse dell’ “effetto Paperino” che questa figura riesce a suscitare, per cui è inevitabile simpatizzare con qualcuno che inciampa in una serie di sfighe a effetto domino. E’ su questo meccanismo che fa leva il film scozzese Not Another Happy Ending di John McKay, raccontando la storia di una giovane e talentuosa autrice emergente di Glasgow, Jane Lockart (Karen Gillan, già vista in Doctor Who).

Not Another Happy Ending, la commedia romantica (che si crede) alternativa

Jane, dopo aver debuttato con un romanzo autobiografico dall’inaspettato successo, si arena come una balena spiaggiata sulla sua seconda fatica letteraria. Tom Duval (Stanley Weber), il suo burbero e belloccio editore, cui la unisce un rapporto di cordiale e tenace odio, ha una teoria al riguardo: il blocco creativo di Jane è causato dal fatto che, dopo l’esordio, la sua vita si è radicalmente trasformata: la piccola fiammiferaia è diventata infatti una specie di Doris Day roscia degli anni Duemila. Il best seller ha compiuto il miracolo di appianare il complicato rapporto con il padre, regalarle la fama, e un boy friend assolutamente glamour. Tom intraprende quindi una personale crociata per il bene di entrambi, impegnandosi per far sì che la vita di Jane ritorni ai toni cupi dei bei vecchi tempi, “aiutarla” a ritrovare l’ispirazione … e salvare sé stesso dal fallimento della casa editrice. Sulla carta il piano diabolico è perfetto, tranne per un piccolo dettaglio: e se i due, inconsciamente, per qualche motivo, non volessero affatto che il romanzo vada in porto? (E sì, la ragione è esattamente quella che state immaginando).

 

Not another happy ending

Lo confesso, così come la gazza ladra viene attratta da tutto ciò che sbrilluccica, io ho un debole per le commedie romantiche stralunate e non allineate agli standard di stucchevolezza made in Hollywood. In questo caso, ad “agganciarmi” è stato il titolo, che, via via che la storia procedeva, si è rivelato disattendere e deludere clamorosamente le aspettative di chi, come me, aveva voluto dare una chance a Not Another Happy Ending. Molte le pecche di una pellicola decisamente al di sopra delle sue possibilità: tanto per cominciare, una trama assolutamente prevedibile, convenzionale e priva di guizzi. Il finale è esattamente come ve lo aspettate: Jane e il suo cavaliere salvano capra e cavoli, i problemi vengono risolti, e tutti i personaggi trovano la felicità. Chiaramente l’happy ending non convince nessuno, anche perché per tutto il tempo lo spettatore (che eroicamente ha visto il film fino all’ultimo) avverte nettamente una sensazione di forzatura; il tutto è tenuto insieme piuttosto goffamente. L’insieme è sbilanciato sul versante di una storia romantica che fatica ad appassionare, anche a causa della chimica praticamente inesistente tra i due attori protagonisti (e in tal senso si può dire, senza timore di essere smentiti, che StanleyWeber sarà pure bello, ma non ce la fa proprio a ballare). Ciò ha messo in secondo piano il versante della commedia, che invece avrebbe potuto rendere il film godibile, se solo si fosse concesso più spazio a Roddy, il braccio destro di Tom interpretato da Iain De Caestaecker, e alla componente buffa e pasticciona del personaggio di Jane.

Not another happy ending Karen Gillan

D’estate, complice anche la quasi totale assenza di uscite cinematografiche degne di nota, può capitare di ripiegare su pellicole francamente non memorabili; i neuroni hanno bisogno di una tregua, specialmente quando l’afa minaccia di friggere l’umore e la voglia di fare. Tuttavia, dovendo scegliere un film svuota-cervello, c’è di meglio rispetto a Not Another Happy Ending, il cui difetto più grave non è neppure l’essere inconsistente come aria fritta, quanto piuttosto la pretenziosità con cui si atteggia a commedia romantica, sofisticata e non convenzionale. A questo punto, per una serata estiva come da tradizione sbracata, meglio una qualsiasi becera monnezzata ammericana. C’è più gusto.

5 Comments

on “(Not) another happy ending, la commedia romantica che t’aspetti
5 Comments on “(Not) another happy ending, la commedia romantica che t’aspetti
  1. In effetti il titolo farebbe ben sperare… Ma a me le commedie romantiche piatte e che conducono inesorabilmente all’inevitabile lieto fine senza alcun guizzo d’originalità sono sempre state un po’ tra le scatole, quindi mi sa che dopo aver letto la tua recensione eviterò la visione senza tanti rimpianti! 😉

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