Zoran il mio nipote scemo, commedia etilica e stralunata nel profondo Nord Est

Opera prima del friulano Matteo Oleotto, Zoran il mio nipote scemo (1) annovera tra gli interpreti Giuseppe Battiston, Rok Prašnikar, Francesco Celio, Marjuta Slamič, Roberto Citran e Riccardo Maranzana. La fotografia è di Ferran Paredes Rubio.

Paolo Bressan (Giuseppe Battiston), è un omone prepotente e cinico, un ex giocatore di rugby che lavora come cuoco in una cooperativa, grazie ad Alfio (Roberto Citran), compagno della ex moglie Stefania (Marjuta Slamic). L’uomo passa le sue giornate da Gustino (Francesco Celio), gestore di un’osteria in un piccolo paese vicino a Gorizia, e a un certo punto scopre l’esistenza di una zia slovena, Anja, ora morta. Nominato unico erede della “cara estinta”, si reca al funerale fingendosi profondamente addolorato per la dipartita, ma in realtà spera semplicemente di poter ricavare qualcosa dall’eredità. Questa però consiste “solo” in un nipote di nome Zoran (Rok Prasnikar) del quale è chiamato a prendersi cura. Al primo impatto il ragazzo sembra a Paolo un po’ tardo, e certo strambo, con quel suo italiano aulico imparato sui libri; tuttavia Zoran ha un talento: è infallibile nel gioco del tiro al bersaglio. Così, quando Paolo viene a sapere di un campionato mondiale di freccette che mette in palio un premio di 50.000 sterline, si convince che è la sua ultima occasione per riscattarsi dalla grigia vita che conduce. Decide perciò di tenere con sé Zoran, e la ex moglie s’illude che la decisione sia il “sintomo” di un inatteso senso di maturità che sta emergendo in Paolo, a cui quindi si riavvicina. Tuttavia c’è un problema: in base alle regole del gioco delle freccette i punti raddoppiano e triplicano in alcuni settori del bersaglio diversi dal centro, che Zoran colpisce con implacabile precisione.

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